NEL CONVENTO DI RUPESCISSA

 

Il convento di Rupescissa  sorgeva su una collinetta deliziosa. Dietro, il monte protettore. Davanti, un declivo dolcissimo che in terrazze coltivate portava al mare. Nelle notti di luna il cipresso isolato pareva dialogasse col satellite che non gli toglieva gli occhi di dosso. I merli prevalevano nei canti su tutti gli altri uccelli,  e da marzo ad agosto fischiavano in tutte le ore del giorno, con melodie diverse secondo l’orario. Una sorgente dava al convento acqua abbondante, pura e leggera. Vi circolava un’aria profumata d’altri tempi, e un profumo parallelo, spirituale, si respirava, non con i polmoni, ma con l’anima, nell’interno del convento. Una mente sensibile avrebbe sentito, non con le orecchie, ma con il cuore un’armonia costante, varia e affettuosa risuonare in ogni stanza, e più forte quando i frati si riunivano in chiesa o nel refettorio. Il Signore Gesù amava visitare questo convento, si intratteneva coi frati nella biblioteca, nei campi, in cucina e spesso pranzava con loro, dialogando con la  dolcezza del ruscello e la profondità del vento di primavera tra i pini.

Così andavano le cose già da molto tempo.

Poi ci fu il nuovo Capitolo e fu insediato nel convento il nuovo priore. Dopo qualche mese Gesù, trovandosi a passare di lì, pensò di far visita, come al solito,  ai frati, ma trovò un cartello sul portone:

 

LA VISITA DEL SIGNORE GESÙ CRISTO

È GRADITA IL PRIMO LUNEDÌ DEL MESE

DALLE ORE 11 ALLE 12.