POESIE RELIGIOSE



IL GIUBILEO DI MEZZA ESTATE

Come sono belli i giovani che fluiscono per le strade e le piazze della città santa
con quell’impeto che ci affanniamo ad arginare
con quei gridi di gioia che cerchiamo di ridurre al silenzio!
Lasciate che i fanciulli vengano a me,
non impediteli con gli ostacoli burocratici!
Dall’alto splende il Sole dell’Amore, mai troppo ardente,
e si riflette in Lui, nella Sua veste candida come il Suo cuore.
Ecco i cittadini del mondo che verrà.
L’onda dell’entusiasmo passa dall’uno all’altro e la moltitudine diventa Coro:
Cristo risplende in milioni di specchi, fermenta in miliardi di pani!
innumerevoli i tralci, ma una sola vite!
***
Rinasce, ritorna l’Ecclesia senza macchia, bella come la Luna, eletta come il Sole!
Emerge dall’acqua della penitenza, si è dissetata alla fontana della Memoria
riconquistando la prima purezza, quando uscì dalla bocca dell’Uomo Dio.
Risponde la Grazia divina, in forma di fiumana vivente di giovani angelici,
risponde alla penitenza del Pontefice.
È il santo giorno di mezza estate, giorno chiaro, sereno,
maestro dei giorni futuri, che istituisce la festa della vita.
***
Ho passeggiato in sogno col Pontefice, lungo una strada antica larga assolata,
incredulo a tanto imprevedibile onore.
Lui mi ha risposto: “Sempre si otterrà quello che ardentemente si desidera!”
Venerabile Padre, il più amato, il più giovane
per la speranza sempre vivace pur sotto il Materialismo,
per la fede nella santa Vergine profetessa,
per la carità che informa ogni suo gesto.
Chi più di lui felice sulla Terra, di lui che ha concepito un giorno così grande?
Sorride, come un ragazzo: la Sua energia vibra in tutto il mondo!
***
”Cosa siete venuti a cercare nella città eterna, o Giovani di tante nazioni?”
“La Parola moderna, che sarà il nostro programma.”
E quale altra città potrebbe contenere il Messaggio divino?
Il mondo è a Roma, l’Umanità in San Pietro.
Chi costruì il portico sublime, proiettò sullo spazio e sulle pietre
la forma di uno spirito ineffabile. Entriamo in questo golfo,
simbolo antico d’un giubileo senza fine.
***
La gloria di Gesù fluisce allegramente col suono di molte acque.
Lasciate che i fanciulli vengano a me,
non scoraggiateli con l’inerzia e la disorganizzazione.
Chi prevedeva tanti giovani in questa vecchia Terra?
tanta amicizia in un mare di odio? tanta serietà in un mondo vacuo?
Ammirali, nella notte, sotto la luna calante: silenziosi, commossi,
- dietro il Dio che sperimenta il dolore ascendendo per la via crucis -
ricostruiscono nell’intimo quello che fu guastato dai padri.

***
Ecco, dinanzi al trono dell’Agnello, la Moltitudine che nessuno può contare ,
ecco gli alunni del Tuo pontificato!
Dov’è la barbarie delle orde ubriache, l’Impudicizia che sbandiera il suo disordine?
Dalla la cupola michelangiolesca
sempre su tutto si diffonde l’armonia.
.***
Ecco la Tua civiltà solare!
Ora soltanto sperimento che Religione significa Libertà,
la Libertà che è piena di Poesia!
O Liberatore,
risuona per te in ogni luogo il grido brillante di gioia che dice:
“ Sia benedetto il giorno in cui siamo nati! “