LA STORIA DELLA PITTURA
L’esperimento delle scimmie-poetesse fu accantonato perché troppo costoso: il Caso è molto più dispendioso del Razionale: più semplice ed economico chiamare un poeta, e fargli scrivere la Divina commedia o l’Orlando furioso, che istruire un esercito di scimmie.
Invece si realizzò quello delle scimmie-pittrici.
La tesi era la seguente: secondo le dottrine casualistiche o materialistico-cronologiche, la storia dell’arte si era evoluta – casualmente – dalle forme estremamente primitive, quali i semplici segni monocolore rupestri, all’astrattismo, passando attraverso i vari stadi arcaici, simmetrici, floreali, figurativi, classici, impressionisti. Si prevedeva che un considerevole numero di scimmie, con colori, pennelli, pannelli e tele, avendo a disposizione un tempo altrettanto considerevole, avrebbe, sempre casualmente, a mano a mano percorso tutte le tappe della rappresentazione pittografica, parallelamente al corso della storia.
L’esperimento era fattibile in quanto si prevedeva che non era necessario un preliminare lavoro di preparazione tecnica (come per la scrittura attraverso le tastiere), in quanto le scimmie sono naturalmente portate a colorare le superfici bianche.
Ma si ebbe subito un risultato imprevedibile: le scimmie, scavalcando, per così dire, millenni di evoluzione artistica, sin dai primi momenti dell’esperimento realizzarono quadri in stile astratto. Poiché le loro opere non parevano affatto di stampo infantile, ma, a paragone con i più famosi quadri del sec. XX, non sfiguravano affatto, si presentarono subito gli acquirenti, attirati anche dalla pubblicità che sull’’esperimento era stata fatta dai media. Presi alla sprovvista, gli organizzatori, non sapendo come prezzare i quadri, risolsero di venderli all’asta. Per fortuna avevano verbalizzato ogni momento dell’esperimento e quindi ogni quadro aveva il suo autore (dato che ogni scimmia ha un suo nome). Così evitarono il pericolo che le opere, nel loro insieme, fossero considerate e valutate come prodotti di massa. Un illustre critico scoprì poi che ogni quadro aveva un suo proprio stile, determinato dalla direzione con cui il pennello aveva dipinto la tela; fu così che alcune di queste opere, dove il tratto appariva più omogeneo e distinguibile, raggiunsero le case dei maggiori capitalisti e le banche più importanti.
Non si poteva certo affermare che tale esperienza avesse dimostrato la casualità dell’universo – motivo specifico dell’esperimento - ma aveva d'altronde fatto scoprire dei talenti artistici che altrimenti sarebbero rimasti allo stato potenziale, privando così l’Umanità di nuovi capolavori.